Vinologi.it - Il Blog del Vino italiano

venerdì 23 marzo 2018

Unconventional Prosecco



E’ arrivata la primavera!!! (Almeno sulla carta… Grazie Buran!)




Possiamo partire con i vini freschi e frizzantini! Vai di prosecco! #cazzomene

Il prosecco è il vino italiano più conosciuto all’estero ed anche il più esportato, superando addirittura anche lo champagne! (#ciaone cugini!)

Attenzione… quando parliamo di Prosecco, dobbiamo precisare… di cosa stiamo parlando?

Queste le possibilità:
Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG (le due denominazioni delle colline trevigiane) che per la tipologia di spumante possono fregiarsi della menzione Superiore;
Il Prosecco DOC (quello prodotto in tutto il Friuli Venezia Giulia e in cinque province del Veneto).

Inoltre, secondo disciplinare, si distinguono essenzialmente tre tipologie di Prosecco:
Il Prosecco propriamente detto (tranquillo)
il Prosecco spumante
il Prosecco frizzante

Attenzione!
Occorre sottolineare che il prosecco della tradizione locale (all'incirca sino agli anni '60), di massa, è stato unicamente quello fermo (tranquillo); solo successivamente si è diffuso lo spumante e frizzante con metodo Martinotti, più qualche rarissimo esempio di spumante metodo classico. 
Mi raccomando… se dovete festeggiare e avete voglia di bollicine, il Prosecco tranquillo non fa per voi.


Ma passiamo alla degustazione di oggi


Siro Merotto  
L'Azienda Siro Merotto nasce nel 1960, da anni è associata a FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Produce esclusivamente uve di Prosecco raccolte a mano, lavorando i vigneti nel modo più naturale ed organico possibile. In cantina poi si seguono metodi molto tradizionali, con lunghi affinamenti sui lieviti, in modo da ottenere il giusto equilibrio tra acidità, mineralità e struttura. 





Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG 
Prosecco ottenuto da 100% uve Glera coltivate su un appezzamento argilloso. Fermentazione con metodo Martinotti della durata di sessanta giorni. Piacevole la gradazione alcolica di 11.5°.

COLORE: Giallo paglierino con un perlage fine e persistente.
PROFUMI: intenso con spiccate note aromatiche floreali e fruttate.
GUSTO: piacevole, secco o leggermente abboccato, con una buona persistenza.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8° - 10° 


E Cin cin!

lunedì 12 marzo 2018

Amarone per conquistare


Non è facile riconquistare ogni giorno la propria moglie… diciamo che con una bottiglia di amarone diventa mooolto più semplice! 😎




Una conquista è una conquista!

Facciamo un po’ di storia su questo grande vino che tutto il mondo ci invidia.Amarone

Un po’ di storia non guasta mai. Il nome di questo rosso veronese strutturato, Amarone, deriva dalla parola “amaro” (ma va’ 😃), adottata per distinguerlo dal dolce del Recioto della Valpolicella da cui ebbe, seppure involontariamente, origine. Infatti, il recioto è il corrispondente (per zona, uvaggio e tipologia) dell'amarone, ma è un passito dolce a differenza di quest'ultimo che è sempre passito seppur secco.

Il nuovo epiteto Amarone per indicare il Recioto Amaro o Recioto Secco nasce nella primavera del 1936 nella Cantina sociale Valpolicella, ad opera del capocantina Adelino Lucchese, palato e fiuto eccezionali che, grazie al fortunato ritrovamento di una botte di recioto dimenticata in cantina e spillando il Recioto Amaro dal fusto di fermentazione, uscì in una esclamazione entusiastica: “Questo non è un Amaro, è un Amarone”

Praticamente il recioto, messo in botte e poi dimenticato, continuò a fermentare fino a diventare secco. Gli zuccheri si sono così trasformati tutti in alcol e hanno fatto perdere la dolcezza al vino, al quale, in contrapposizione a quello che avrebbe dovuto essere, è stato dato il nome di Amarone. Fatta la scoperta, non è che l'Amarone fu subito perfetto. Anzi, a volte veniva fuori per combinazione, per fortuna, ancora dolce ma con un sapore finale di mandorla, magari risultato di una partita di Recioto in cui la fermentazione era sfuggita al controllo del produttore.

Nel 1968 si è giunti all'approvazione ufficiale del primo disciplinare di produzione e al riconoscimento della DOC. Allo scopo di tutelare l'identità delle diverse tipologie inserite nella denominazione "Valpolicella", "Valpolicella Ripasso", "Recioto della Valpolicella" e "Amarone della Valpolicella".


Bella storia? E adesso ve ne racconto un’altra 😃

Azienda Agricola Valentina Cubi
All’inizio del 20° secolo Giuseppe Vason sposa Vittoria Fedrigo, che porta in dote una cantina chiamata Azienda Fedrigo e alcuni vigneti, situati a Negrar, nel centro della Valpolicella. Vason stesso, che faceva parte di una famiglia rinomata per la produzione di Recioto della Valpolicella, iniziò a gestire la cantina che dopo la sua morte fu rilevata dal figlio Albano Vason. Albano non ebbe mai in realtà il tempo per sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. La seconda guerra mondiale ebbe la meglio su di lui e devastò l’economia della regione.

Dato che il figlio di Albano era troppo giovane per gestire la cantina, la proprietà fu venduta. In ogni caso questa non fu la fine dell’esperienza della famiglia Vason nel mercato vitivinicolo. Appena Giancarlo, figlio di Albano, ebbe terminato i suoi studi di enologia presso la rinomata Scuola Enologica di Conegliano, iniziò la ricerca di una tenuta che potesse ridare vita alla perduta Azienda Fedrigo. Nel 1969 trovò una cantina con 10 ettari di vigneto sulle colline della Valpolicella, nei pressi di Fumane.

Giancarlo iniziò immediatamente a modernizzare la tenuta. Una delle prime cose che fece fu eliminare tutte le varietà bianche, che come si usava in quei tempi, finivano negli stessi tini di fermentazione delle uve rosse. Rimpiazzò inoltre una parte dei vigneti a pergola, che favoriscono la produzione di grandi quantità, con vigne governate a Guyot, un sistema di riduzione drastico delle quantità. Dapprima le uve erano parte vendute e parte vinificate e i vini prodotti ceduti sfusi ad altre cantine, fino a che la moglie di Giancarlo, Valentina Cubi, terminato il suo lavoro di insegnante elementare, andando in pensione, venne coinvolta nella gestione. Lei era infatti convinta che il loro vino dovesse essere imbottigliato e venduto con una propria etichetta invece che essere venduto sfuso. Sapeva da Giancarlo che i vigneti erano nel cuore di Cru importanti, noti come Monte Tenda, Monte Crosetta e Rasso, proprio al centro delle colline Classiche ed era desiderosa di vedere questo territorio unico riflesso nei suoi vini. 


Andiamo a conquistare!




MORAR - Amarone della Valpolicella 2010
Il re dei vini veronesi, interpretato da Valentina Cubi, Corvina 75% e  Rondinella per il restate 2 5%.
Vino dal grandissimo potenziale, ottimo investimento per la vostra cantina.

Note Degustative

COLORE: Rosso Brillante, granato con vibranti riflessi rubino.
PROFUMI: Intenso, elegante con note di ciliegia matura e di vaniglia.
GUSTO: equilibrato, asciutto, con tannini eleganti e morbidi dovuti all’affinamento in legno. Morbido e piacevole in bocca, mai eccessivo nonostante il contenuto alcoolico importante.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 18° - 20° 

Ps :Il nome “Morar” in dialetto locale indica il gelso

lunedì 12 febbraio 2018

Amarone per piacere!




C’è sempre un buon motivo per aprire una bottiglia di Amarone… lo puoi scegliere per evento importante, una festività o semplicemente come coccola… Quando hai bisogno di certezze… Quando ti senti giù e sai che solo Lui ti sa capire.


Ma non è neanche questo il mio motivo… Io semplicemente sono un avido, ingordo assaggiatore e oggi ... semplicemente ... Lo voglio!

Questa mattina è passato a trovarmi Nicola, un mio amico che ha un agriturismo degno di nota vicino al Castel del Monte (Il Pino Grande); bussando con i piedi mi ha portato un cesto di prodotti veramente interessanti e li voglio associare abbinandoli ad un grande vino. L’ Amarone di Giovanni Ederle.



Cantina Giovanni Ederle


Oggi vi parlo di una piccola, grande cantina nata dal sogno di un giovanissimo visionario. 

Giovanni  a  18 anni decise di avviare un progetto ambizioso e in parte incosciente: estirpare il vecchio vigneto, ormai irrecuperabile, mettendo a dimora le nuove barbatelle e assistendole da solo nella crescita  nei successivi due anni.  Al 2008 risale la prima piccola vendemmia sperimentale, con attrezzature a noleggio nel garage  (Regola del buon visionario: bisogna sempre partire dal garage 😁) dell’agriturismo appena ristrutturato.

La parte vitata della tenuta è ancora molto piccola, parliamo di circa 4 ettari di terreno condotti in regime di agricoltura biologica e  seguiti in modo maniacale.




Giovanni: Su ciò che faccio in cantina non c’è molto da dire poiché mi limito a giocare quasi tutta la partita nel vigneto, portando alla vendemmia solo uve fantastiche di elevata qualità.

Capisco Giovanni, ma purtroppo… Ci tocca degustare! 😂😋

Amarone della Valpolicella DOP– Giovanni Ederle – Vendemmia 2013
Un vero e proprio cocktail d’amore: Corvina (50%), Corvinone (25%), Rondinella (20%), Croatina (5%). 
Vino importante che non pecca di errori di gioventù, parliamo di un Amarone di 16° e dal gusto complesso, si presta ad ottimi invecchiamenti, quindi niente fretta 😀.



Note Degustative

COLORE: Rosso Brillante, granato con vibranti riflessi rubino
PROFUMI: Bouquet molto complesso ed elegante di frutta rossa, mora, tabacco, cioccolato, carruba, ciliegia nera e rossa sotto spirito.
GUSTO: Amarone dal buon corpo, fine ed elegante al palato, caldo, avvolgente, con un tannino morbido e presente.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 18° - 20° 



L’abbinamento!

Ma diamo un’occhiata al cesto che mi ha portato Nicola…
Due grandi prodotti, presidi Slow Food, a confine tra la la Puglia e la Basilicata.



Il Pallone di Gravina di Puglia è un formaggio semiduro a pasta cruda filata, prodotto con latte bovino crudo. La scorza è dura, liscia, robusta, di colore paglierino che tende al castano o al grigio-bruno con la stagionatura. Ottimo, piccantino e dal gusto molto persistente.



ll salame pezzente di Matera, meglio conosciuto come nnoglia, o nuglia, è una preparazione di carne suina tipica della Basilicata. Molto, molto interessante, salume nobilissimo! Altro che pezzente 😋😋


sabato 3 febbraio 2018

Lambrusco e Stile



Con il gesso al piede e l'obbligo di restare fermo... non è mica facile trovare diversivi.


Per fortuna che c'è la mia amata cantinetta a farmi compagnia... lei saprà indicarmi la via... ecco ...un bel lambrusco freschissimo che ti svolta la giornata! 


Oggi parliamo del Lambrusco di Sorbara e lo facciamo in compagnia della storica Cantina Paltrinieri.

La cantina



Situata nel cuore di Sorbara, al centro della fertile provincia modenese, la Cantina Paltrinieri è una azienda agricola a conduzione familiare dedita alla produzione di Lambrusco di Sorbara doc da tre generazioni.

L’attività della Cantina Paltrinieri infatti prende inizio a metà degli anni Venti del secolo scorso, quando Achille, stimato ed intraprendente chimico farmaceutico del paese, costruì la prima parte della cantina, poi ampliata e sviluppata dal figlio Gianfranco ed oggi gestita sapientemente dal nipote Alberto.

La Cantina Paltrinieri produce Lambrusco di Sorbara doc da uve accuratamente selezionate e sapientemente vinificate, provenienti esclusivamente dai vigneti di proprietà



Poche chiacchiere… sto zoppo, scontroso e ho tanta voglia di bereeee! 😄

 E vai con la degustazione!


LARISERVA DOC
100% Lambrusco di Sorbara proveniente dai vigneti di proprietà. Che stile!
Il mosto fiore viene vinificato in bianco, con una soffice pigiatura, classica fermentazione alcolica e rifermentazione a spumante con metodo Martinotti sostando sui lieviti per 12 mesi. Piacevole la gradazione alcolica di 12°.




Note Degustative

COLORE: Limpido ed affascinante rosa cipria con perlage molto fine e persistente.
PROFUMI: Floreale al naso, con note di rabarbaro ed agrumi.
GUSTO: Lambrusco di grande stile, elegante, fresco e piacevolmente sapido
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 8° - 10° 



L’abbinamento!

E qualcosa di commestibile da abbinare a questo vino?

Ci sono... Quasi quasi , mi siedo bello comodo e mani in pasta!


Facciamo riposare queste palline di impasto.



Ed ecco a voi i Panzerotti pugliesi ripieni di succulenti salumi emiliani!


Ps. Dopo la pubblicazione dell'articolo sono sicuro che più di una persona mi verrà a far visita :-)

mercoledì 24 gennaio 2018

Vinologi in cordata! Prima tappa 2018: Sagrantino!

Queste festività hanno dissanguato la mia cantina... mi sa che ci conviene provvedere quanto prima al refill!!!

E cordata sia!

Questa volta andiamo in Umbria!


Proviamo a saccheggiare la cantina Antonelli San Marco a Montefalco (PG) patria del Sagrantino!



Parliamo di grandi vini, prodotti in regime Biologico!



La cordata promette bene, naturalmente si possono aggregare solo persone della provincia di Bari.

Il link per il gruppo di acquisto è Vinix.Vinologi.it

venerdì 12 gennaio 2018

Il Timorasso, un’eccellenza tutta da scoprire!

Un’altra eccellenza italiana, ai più ancora sconosciuta, esigente ma dai grandissimi risultati, ecco a voi sua maestà il Timorasso!



Vitigno autoctono molto interessante che si sviluppa principalmente nell’Alessandrino e d in particola modo sui colli Tortonesi.

Perché è così interessante?


Il Timorasso è stato recuperato anni fa dopo aver rischiato di sparire del tutto poiché non più coltivato (Dopo l'invasione della fillossera ha conosciuto un lungo periodo di abbandono preferendo i viticoltori dedicarsi a vitigni caratterizzati da produttività più elevata, quale il Cortese.)




E’ Il bianco che più assomiglia ad un vino rosso, infatti, è ricco di corpo e struttura, ha un elevato estratto secco, un contenuto alcolico attorno al 14%.

Nessuna fretta nello stappare la nostra cara bottiglia di Timorasso, a differenza dalla stragrande maggioranza di vini bianchi, in questo caso parliamo di un vino strutturato e da una buona base alcolica che ci aiuta nella conservazione.
Possiamo conservare tranquillamente la nostra bottiglia in cantina e dimenticarla anche per 5/10 anni.

Il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, con l’obiettivo di promuovere e salvaguardare i vini del territorio, ha deciso di proseguire con forza una strada già intrapresa, che porta all’identificazione del prestigioso Timorasso, non più con l’omonimo vitigno, ma con il territorio di provenienza, pertanto, il vino prodotto con uve 100% Timorasso dei colli Tortonesi sarà denominato DERTHONA ( Nome storico della città di Tortona).

Basta teoria! Parliamo della nostra degustazione 😁

Canevaro Luca


Ho scoperto il Timorasso grazie ad una degustazione di vini di Canevaro Luca, tutti ottimi, dallo spiccato legame con il territorio, agricoltura in regime biologico e tanta innovazione. La punta di diamante di questa cantina è appunto il Timorasso, le cui piante sono le “figlie” di uno dei più vecchi vigneti della provincia, che produce uva da quasi ottanta anni.



Ca’ degli Olmi – Derthona 2015
Tortona in un calice, 100% Timorasso coltivato in regime Biologico.  Vino di nicchia e dalla produzione limitata (così come avviene per le cose migliori), bottiglia importante da nascondere in cantina.



Note Degustative

COLORE: Limpido, di colore giallo intenso, consistente, tendente al dorato.
PROFUMI: Floreale al naso, con note di gelsomino, rosmarino e pesca con leggere note balsamiche.
GUSTO: Caldo, corposo e ben strutturato, elegante e dal buon equilibrio tra alti tenori di alcool ed alto contenuto in acidi organici.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 10° - 12° (da giovane) dopo 4/5 anni lo porterei a 12°/14°. 

L’abbinamento!
Vino versatile negli abbinamenti anche più azzardati; quando è giovane, è un ottimo aperitivo per crostacei, molluschi e pollame… ma se si attende qualche anno in più, si può sposare con gli ottimi formaggi piemontesi (vedi Montèbore) o raffinati piatti a base di foie gras o tartufo bianco!


Io da buon Pugliese lo associo agli ottimi ricci del mio amico Giovanni.TOP!



lunedì 8 gennaio 2018

Buon 2018! (scusate il ritardo) :-)

Dopo una meritata pausa invernale incentrata sul cibo e naturalmente sul vino… si riparte!



Il 2017 è stato un anno fantastico!

Vi do solo alcuni numeri:
Instagram 20K followers
Twitter 11.7K followers
Pagina Facebook quasi 5000K
Gruppo Facebook 2000K
Linkedin quasi 4000K

Per non parlare delle svariate migliaia di visite al nostro blog www.Vinologi.it
Niente male :-)



GRAZIE E BUON 2018 A TUTTI!!!

martedì 19 dicembre 2017

Bollicine di Montagna



Ancora pochi giorni per scegliere con cosa brindare per queste festività!

A dire il vero, ho già iniziato a brindare da qualche giorno 😎 ma questa è un’altra storia.

Oggi parliamo di TRENTODOC.
La D.O.C. Trento è la prima (1993) denominazione italiana riservata esclusivamente al metodo classico e la seconda al mondo dopo lo Champagne. 
Trentodoc è uno spumante pregiato perché le caratteristiche territoriali, la varietà del clima e le altitudini tipiche del Trentino contribuiscono a renderlo diverso: un vero e proprio spumante di montagna, tra i migliori d’Italia.
In trentino il buon vino si fa da sempre, le prime testimonianze risalgono al 3000 a.C. ma solo dopo tanti anni, grazie all’intuizione di Giulio Ferrari si è iniziato a produrre questo pregiato spumante.
Un po’ di storia non guasta mai!
Giulio Ferrari, agronomo formatosi all'Imperial Regia Scuola di Agricoltura di San Michele all'Adige intuisce la potenziale vocazione della sua terra natale per la produzione di spumanti classici e riconosce la possibilità di dar vita al proprio sogno: ricreare la magia delle bollicine francesi, quelle dello Champagne. 
Fra le montagne del Trentino - dove le escursioni termiche tra giorno e notte, estate ed inverno, in sinergia con l'altitudine e il contesto climatico tipico di un ambiente montano, generano le condizioni ideali per conferire particolare fragranza e complessità aromatica alle uve bianche.


Nasce così questo grandissimo spumante… che, arrivati a questo punto, dobbiamo per forza di cosa assaggiare… studiare storia mette sempre un po’ di sete 😁.

Il vino di oggi è una vera chicca.

Spumante Trentodoc Inkino Brut Riserva Carlo V 2008
Spumante Metodo Classico ottenuto da uve Chardonnay (60%) e Pinot Nero (40%). Vinificazione in bianco, separata per le due varietà. Assemblaggio della cuvée a fine fermentazione. Affinamento 8/10 mesi in botte di rovere austriaco, presa di spuma e permanenza sui lieviti per oltre 85 mesi. Questo Trentodoc si fa attendere, ma vi assicura che ne vale assolutamente la pena!


Note Degustative

COLORE: Oro allo stato liquido, brillante ed elegante.
PROFUMI: Bouquet ricco e complesso, con fragranze che vanno dalla frutta matura alla nocciola.
GUSTO: In bocca è una vera esplosione si sensazioni. La frutta matura tipica dello Chardonnay e la speziatura del Pinot Nero regalano un bouquet elegante e unico.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 6° - 8°








Conosciamo meglio questa cantina.

Mas dei Chini
L’azienda vitivinicola Mas dei Chini è una piccola realtà contadina che si estende sulle colline a nord e ad ovest di Trento.
La storia della cantina Mas dei Chini è la storia di una famiglia, i Chini, e del loro percorso cominciato più di un secolo fa (dal 1906) a Segno, un piccolo paesino all’inizio della Val di Non in Trentino. Contadini prima e agricoltori dopo, i Chini si sono sempre contraddistinti per avanguardismo e spirito d’iniziativa. Non è un caso che il primo trattatore a solcare i terreni in Valle fosse quello del nonno Gloriano.
Graziano Chini è fondatore e guida dell’azienda, colui che per primo in famiglia è riuscito a creare un’identità riconoscibile a rappresentativa: Mas dei Chini appunto. Oggi Mas dei Chini è una realtà agricola e vitivinicola che si estende per ettari sulle colline ad est, a nord e ad ovest di Trento, dove clima mite e fresco unito a terreni ricchi e ghiaiosi, regalano frutti e prodotti apprezzati in tutta Europa.

Ps. Oggi ho anche fatto la spesa, così da abbinare degnamente questo trentodoc a dell’ottimo pescato.



Bon appétit!



martedì 12 dicembre 2017

Pallagrello ... e mi sento un Re!




Anche oggi partiamo con una base musicale, così se l’articolo non piace almeno non avrete sprecato il vostro tempo 😂😂



♫♬  Bevendo vino e birra e non importa quanto ingrassi  ♩♪      L’amore è tutto quello che ci pare ♬♪   L’amore è avere armi senza fare male  ♩♪  L’amore è così stupido ma vallo poi a capire ♫ L’amore è solo carte da scoprire




Oggi andiamo dritti al dunque.....poche chiacchiere... (mi accusano di dirne molte... il che a volte non guasta.... 😄)
così ho conquistato mia moglie..che credete 😁

Ho scoperto questo favoloso uvaggio!
Sconosciuto ai più ma… vitigno eccezionale dal grandissimo potenziale.

Il Pallagrello.
Originario della zona alifana e caiatina, il Pallagrello è un’uva autoctona, noto fin dal settecento con il nome di “pallarella” ovvero piccola palla, a causa della sfericità degli acini. Da qui il nome Pallagrello, con cui si designa una delle pochissime ampelovarietà in versione sia bianca che nera. 

Un tempo veniva denominata anche Piedimonte, dal luogo di provenienza, annoverata come uva eccellente, presente sulle tavola del Re. Inoltre, faceva parte di una Vigna voluta da Ferdinando IV di Borbone dal nome leggendario Vigna del Ventaglio, a sud est dell’attuale Monte San Leucio. 

Che il Re amasse tanto il Pallagrello è dimostrato da una lapide del 1775 nel fondo Monticello di Piedimonte Matese sulla quale fu inciso: "Ferdinando IV di Borbone, per grazia di Dio re delle Due Sicilie, fa noto a tutte e qualsivoglia persone di qualunque grado e condizione sia, che da oggi, non ardiscano né presumano di passare né ripassare per dentro la masseria di moggia 27 circa vitata..sita nella città di Piedimonte nel luogo detto Monticello tanto di notte quanto di giorno con lume o senza, né a piedi né a cavallo né con carretti o some, sotto pena di ducati 50". 

Ciò è avvalorato dal Dizionario geografico del 1759 alla voce Piedimonte in cui si legge: "I vini di questa contrada sono eccellenti, così i bianchi, come i rossi, e sono dei migliori del Regno così per la loro qualità, e natura, come per la grata sensazione, che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi nei pranzi". La trasformazione sociale e politica delle regioni meridionali ed il contemporaneo sviluppo dell’agricoltura industriale in altre aree geografiche italiane, decretano il sostanziale oblio di questo vino, nonostante le sue indubbie qualità.



Passiamo alla degustazione!



Casolare diVino  - Pallagrello Nero 
Il Pallagrello Nero è un vino di carattere,  molto versatile e ben equilibrato, il tutto in un gioco sinuoso di fragranze che morbidamente avvolge il palato e lo coccola.
Può essere utilizzato come un vino da meditazione o abbinato ad importanti secondi di carne. 




COLORERosso rubino intenso con riflessi porpora.
PROFUMIAl naso rapiscono i sentori dei piccoli frutti di bosco e delle spezie con un trionfo di amarena e ciliegia sul finale
GUSTOIn bocca incuriosisce per il suo attacco molto intenso: ritornano le note di tabacco e di confettura. Frutti di bosco, ciliegia, amarena e spezie. Gusto equilibrato; l'amaro si sposa con il dolce e l'aspro... un'esplosione di sapori!
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°


Il vitigno lo conoscevo già, ma non avevo mai assaggiato un prodotto così…  la cantina che ha fatto un ottimo lavoro!





Il casolare di vino : la cantina

Il Casolare Divino, azienda vitivinicola sita in località Spinosa di Alvignano, che comprende un appezzamento di terreno arroccato su una collinetta tra Alvignano, Ruviano e Caiazzo, nell’Alto Casertano, in quel territorio che non finisce mai di stupire il visitatore. In questo lembo di Meridione i fratelli Raffaele e Bonaventura Tralice hanno deciso di avviare la produzione di un vino da vitigno autoctono, il Pallagrello, che esprime degnamente le essenze del terroir e ne tramanda sapori e tradizioni. Il Casolare Divino è un'azienda dalle origini recenti.
La vigna nasce solo nel 2008, dopo più 3 anni di lavoro per rendere fruibile e accessibile un terreno che era in origine pietroso e argilloso.
I fratelli Tralice hanno lavorato sodo, investendo nelle potenzialità di questo territorio dove la produzione del vino è sempre rimasta a carattere familiare. Nel 2012 si corona finalmente il sogno e si inizia a vinificare.


Si… ma cosa ci abbiniamo di solido?



Come al solito ... frigo con eco ....
c'è solo un bel barattolo di composta...



e che cos'è?

In puglia ha tanti nomi, conserva di peperoni, composta, pisticcia, pric prac, pisticchia... a molfetta si chiama Pric o Prac ®

Parliamo di peperoni rossi, gialli, e verdi tagliati a cubetti, con aggiunta di olio extra vergine di oliva, aglio, peperoncino e prezzemolo.

Sapori semplici e genuini.

Poi c'è la versione Mammà che è più buona 😏 con pomodori secchi e olio di oliva monocultivar Coratina.


abbinanamento semplice....la croccantezza e sapidità della composta di mammà esalta il gusto autentico di questo vino...
ideale come aperitivo che come si suol dire APR U STOMC!!!

Mi sa che mi tocca andare a fare la spesa stavolta.....e magari mi faccio venire l'ispirazione per la prossima ricetta....

lunedì 27 novembre 2017

Domenica Bestiale




♫♬  Amore mio che fame spaventosa   ♩♪      dev'essere quest'aria innaturale ♬♪   è bello parlare d'amore  ♩♪  tra un fritto e un'insalata ♫ e dirti che fortuna averti incontrata.







E ci risiamo!
Pioviggina... piove... temporale... tanto di tuoni...
Maya cerca riparo nella cuccia...
Mi sa, mi sa, che oggi non è tempo di barbecue... 😓😒

nooooooo! 

una settimana ad aspettare il weekend e sognare tanta carne grigliata… e inveceeee…




pensa pensa...





Ci siamo, ho l'alternativa! E che alternativa! 




Già perché questo famelico "Gran Pezzo Tedesco"   dai nostri amici di PassioneBistecca.com



Fa la sua (porca) figura anche in forno... soprattutto se corazzato da gustosa e grassa pancetta.


Ho imparato a tessere la pancetta 😋 … povere arterie!


Per “gran pezzo” s’intende la parte finale della lombata dorsale ed è considerata il taglio del bovino più saporito in assoluto, grazie alla presenza di un’abbondante marezzatura.





Ed ecco a voi, il mio Roast Beef Impancettato , un kilo e mezzo di gusto!


Adesso dobbiamo scegliere il vino... compito importante, fondamentale, per veri intenditori.


Tesoro arrivo subito, faccio un salto in cantina


Mi sa che ci siamo!




POGGIO BESTIALE - ROSSO DELLA MAREMMA TOSCANA DOC
Vino biologico molto interessante dall’uvaggio intrigante (40% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 25% Cabernet, Franc, 5% Petit Verdot). Affinamento 14-18 mesi in barriques e successivo riposino in bottiglia per altri 12 mesi. Gradazione alcolica di 14°




Note Degustative
COLORE: Rosso rubino profondo.
PROFUMI: Al naso si presenta intenso e di buon corpo, con sentori di lampone e ciliegie.
GUSTO: Persistente, intenso, supportato da una struttura elegante e la dolcezza dei tannini dei grandi rossi toscani.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° - 18°




Ma conosciamo meglio questa cantina:



La Fattoria di Magliano è una giovane azienda vitivinicola di 97 ettari nata nel 1996, nel cuore della Maremma.

La fattoria e tutti i vigneti sono situati in un paesaggio collinare che da un’altezza di 300 metri circa, digradando dolcemente, si apre sul Mar Tirreno, il Monte Argentario e l’Isola del Giglio.
La struttura dei terreni in genere presenta un “medio impasto”: un’alta percentuale di sabbia, una discreta presenza di argilla, l’assenza di limo e una decisa ricchezza di scheletro. Sono terreni che permettono un buon ingresso idrico, una perfetta ossigenazione e grande penetrabilità delle radici. Sono queste caratteristiche che, insieme al sole e al vento proveniente dal mare, consentono di ottenere vini importanti, anche da uve bianche, di grande struttura e capaci di durare nel tempo.
Questa preziosa struttura dei terreni, l’esposizione dei vigneti, le scarse precipitazioni annuali, un andamento climatico del tutto diverso dalla Toscana interna, favoriscono ed aiutano la conduzione biologica dei vigneti. Già dal 2011, infatti, l’azienda adotta la conduzione biologica dei propri vigneti; tale scelta, dall’annata 2014, permetterà di avere la certificazione di “vino biologico” per tutti i vini prodotti.

davvero un ottimo vino...

E che ve lo dico a fare... abbinamento Poggio Bestiale con un grande Roast Beaf Impancettato!
Assolutamente da ripetere...

Per gli amanti del gusto e del buon vino... alla prossima!
E mi raccomando sempre alla ricerca dei sapori più intensi e dei vini migliori!!!





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